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Traducibile: la Leggenda

Storia & Leggenda (testo)

Il . Inserito in Storia

 I Cavalieri di Malta … tra Storia e Leggenda!

C’era una volta un Re e la Regina ….., e no, miei cari, questa sembra una favola e la storia dei Cavalieri ha ben poco a che fare appunto con le favole e molto invece con atti di eroismi, di spiritualità, di valori, di difesa degli ideali e di quanto più nobile può esprimere il “cuore” dell’uomo!

 

In effetti, specialmente negli ultimi duecento anni, tante “diverse informazioni” (per non dire “fesserie”) sono state propinate ad un pubblico non molto attento: molti testi, scritti “ad hoc”, hanno raccontato oltre gli eventi realmente accaduti, mentre molti documenti, lettere e testimonianze …. se non sono sta- te distrutte, saranno certamente ben celate nei meandri degli archivi…

Ma sappiamo perfettamente che la Storia è una cosa mentre la storia, (quella con la “s” minuscola, quella che conviene), la fanno gli uomini!

Quindi in queste pagine non pretendiamo nessuna validità di cronaca, ma andremo a trattare delle “altre nuove alternative storiche” rispetto alle pubblicazioni ufficiali che, oggi, valuteremo solo quali “ipotesi leggendarie”.

Prima di iniziare con queste “divagazioni storico-leggendarie”, una odiosa do- manda potrebbe ancora essere presente nella nostra mente: “perché la confusione dei nomi, delle discendenze, Cavalieri di Malta, di Rodi o di San Giovanni, etc.? Di questo cercheremo di rispondere nel corso del lavoro, ma riteniamo doveroso comunque ricordare la precisazione della Magistratura Italiana al riguardo del Tribunale Cardinalizio nella sentenza del 25 Giugno 1955, facendo una chiara distinzione fra il Sovrano Militare Ordine di Malta, detto SMOM, e l’U- nione Mondiali di Priorati Autonomi quando afferma che: "Evidentemente il Tribunale Cardinalizio ha inteso trattare soltanto della Nuo- va Istituzione Papale e non dell’antico Sovrano Ordine [di San Giovanni di Gerusalemme] rappresentato da tutti i Priorati, i quali, invece, dopo di ciò, decisero di procedere alla nomina del loro nuovo Gran Maestro, ed in data 6 Febbraio 1954, elessero a tale Dignità, il menzionato Principe Nicola de Ligny-Luxembourg di Lascaris Ventimiglia dell’antica Dinastia Ardennes-Lorena." Poi, l’ “Alliance” degli Ordini di San Giovanni (lo SMOM, il Baliaggio di Brandeburgo, l’Ordine dei Paesi Bassi, di Svezia ed il Venerabile Ordine di San Giovanni) viene costituita successivamente a detta sentenza, cioè nel 1961-1963. Inoltre a tutt’oggi si contano circa 180 organizzazioni, associazioni, ordini, priorati, balivati, commanderie, etc., riferentesi ai “Cavalieri di Malta” o per meglio dire di “San Giovanni di Gerusalemme” in tutto il mondo, per cui riteniamo assai riduttiva la diatriba tra i “buoni” ed i “cattivi” presenti in alcuni articoli giornalistici, enciclopedici, siti internet ed altro: pensiamo infatti che la materia potrebbe avere una soluzione migliore ed essere chiarita una volta per tutte in maniera definitiva!

 

 

The Alliance of Orders of St John - a federation of the official primarily Protestant Orders of St John in Europe - was formed in 1961, on the initiative of then Swiss Commander, Baron M R von Sturler. The Convention of the Alliance of Knightly Orders of the Hospital of St John of Jerusalem was signed in Nieder-Weisel on 13 June 1961 by representatives of the Orders of St John in Germany, Britain, the Netherlands and Sweden. Also affiliated to the Alliance are the Commanderies in Finland, France, Switzerland and Hungary, which are all linked with the Bailiwick of Brandenburg. Lo SMOM entrerebbe solo nel 1953.

 

FERDINANDO VON HOMPESCH:

FORSE IL PIU’ GRANDE TRADIMENTO NELLA STORIA DELLA CAVALLERIA ?

 

In questo nostro “racconto leggendario” riteniamo opportuno partire da quando il Gran Maestro Rohan creò la lingua Anglo – Bavarese per ammettere nell’or- dine alcuni cavalieri e chiese il consenso al Re Giorgio III°.

Questi inviò una vaga e fumosa promessa ed i suoi voti migliori al Gran Maestro Rohan, impegnandosi a riassegnare i beni confiscati a suo tempo (1560) delle Commende dell’Ordine, ovvero restituire beni dei Gesuiti di Baviera, al fine di assegnare “Dotazioni” alla nuova lingua. E’ per tale motivo che nel 1783, quando Dennis O’Sullivan volle entrare nell’Ordine, il Grande Maestro Rohan intervenne personalmente per farlo accettare, ma poi fu incorporato nella lingua di Francia. In quel preciso momento, infatti, quale Potenza Sovrana, l’ordine aveva un grosso problema: il diritto delle cosiddette “Cittadinanze”. In Pratica nel Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme erano presenti 8 lingue ufficiali quali le Lingue di: Provenza, Alvernia, Francia, Italia,

Aragona (Navarra), Inghilterra, Alemagna e Castiglia (Spagna e Portogallo). Otto Lingue come le Otto Beatitudini delle otto Punte della Croce Ottagona (Bizzantina) dei Cavalieri di San Giovanni. Simbolismi di Fede non casuali, che trae- vano la loro antichissima tradizione dalla Regola di fondazione e dai giuramenti pre- stati in seno all’Ordine. Il “Falso problema” consisteva nel fatto che la Regola dell’Ordine imponeva ad un Cavaliere prima di prestare il proprio Servizio all’Ordine con uno spirito puramente religioso, ben deciso a vivere e a morire per la Croce e poi, eventualmente, avrebbe potuto anche scegliere di servire il suo Re od il suo Stato di cittadinanza, perdendo però la sua prerogativa di Cavaliere di San Giovanni di Gerusalemme. In pratica cosa cambiava? Si poteva servire anche il proprio Re o servire solo l’Ordine? Un Nobile o chiunque altro, dove- va essere fedele al suo Stato, al suo Re, ma quando entrava nel Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, abbandonava “Ipso Facto” il suo precedente Status di cittadino di un determinato Stato, giurava di porre se stesso esclusivamente al servizio dell’Ordine, Stato Sovrano, e ciò sino alla morte. Non poteva essere soggetto alle Leggi ed al giudizio del suo Stato di provenienza, ma solo ed esclusivamente da- gli Organismi dell’Ordine. Invece, nel XVIII° secolo, l’ideale religioso dell’Ordine si era considerevolmente affievolito, per cui vi era contrasto circa il fatto se un Cavaliere di Malta dovesse servire il suo Sovrano e l’Ordine restando leale a entrambi. Inoltre a Malta in quei tempi, in uno spazio molto esiguo e su delle navi dove l’ammassamento era ancora peggiore, convivevano dai 700 ai 1.000 Cavalieri di sette od otto nazioni differenti. I diversi servizi dell’Ordine e in particolare lo Stato Maggiore delle navi, erano internazionali e funzionavano senza contrasti. Ma quale lingua era la più diffu- sa a Malta? Certamente non il maltese, che nessuno, salvo forse il Gran Maestro Ro- han, sapeva, nè il latino, poiché i Cavalieri non erano degli eruditi. La maggior parte dei Cavalieri, conoscevano il francese e l’italiano, in quanto i Francesi e gli Italiani formavano il Corpo di Elite dell’Ordine, sia per numero che per i Di- gnitari di comando. In ogni paese esisteva comunque un certo numero di grandi personaggi: nel corso del XVIII° secolo, alcuni membri dell’Ordine facevano parte di questa elite come il sensale di Froulay, Sagramoso, Saint-Simon, il Gran Maestro Rohan, il commendatore Dolomieu, e altri ancora.

In quel preciso “Contesto Storico” accadde però un fatto nuovo e decisamente ina- spettato che veniva a determinare, in seno al Sovrano Ordine di San Giovanni di Ge- rusalemme un nuovo orientamento: l’apertura all’Impero Russo! Morta la zarina Caterina II°, Il 68° Gran Maestro dell’Ordine, Emmanuel di Rohan si prodiga con grande tenacia e si sforza di costituire un Grande Priorato di Russia che ingloba i do- mini della Polonia ( 7 commende), in pieno accordo con il nuovo Zar, Paolo I°. Il Sensale Litta, nobile rappresentante di una grande famiglia milanese che ha soggiornato in Russia durante il regno di Caterina II°, viene mandato da Rohan allo Zar, che, nel 1789, viene ricevuto con grandissimo onore ed entusiasmo regolando al me- glio tutti i problemi riguardanti gli interessi dell’Ordine. Nello stesso tempo,

Paolo I°, inizia un avvicinamento diplomatico con la Santa Sede e chiede al Papa l’invio di un Nunzio Apo- stolico per risolvere importanti problemi. Roma, di buon grado, invia in Russia, nel gennaio del 1797, Mons. Lorenzo Litta, fratello del Balivo ed uno dei primi risultati di questo avvicinamento è la “Creazione di un Grande Priorato Cattolico di Russia.” Il Gran Maestro Emmanuel di Rohan può dirsi ampiamente soddi- sfatto dei risultati ottenuti per l’inizio, attraverso i Cava- lieri, del ripristino in terra Russa dei rapporti tra la Cristia- nità Cattolica e quella Ortodossa, divisa da secoli di diatri- be, diaspore, guerre, massacri e poco comprensibili in- comprensioni. Il motivo del “miracolo” appare semplice: i Cavalieri di Malta, Stato Sovrano Indipendente, equidi- stante da Roma e da San Pietroburgo, porta nel suo seno la “Fede Cristiana” accogliendo indifferentemente Cat- tolici ed Ortodossi, Coopti, Protestanti ed Anglicani in uno spirito di Fratellanza Universale che lega la Cristianità da quasi 900 anni in difesa dei Valori umani, per i poveri, per gli ultimi.

In quegli stessi anni intanto a Roma Allo scoppio della Rivoluzione francese, Pio VI vide la soppressione dell'antico rito gallicano e la confisca di tutti i possedimenti ec- clesiastici in Francia, e subì l'onta che il suo ritratto fosse bruciato dalla folla nel Palazzo Reale. Pio VI cercò di prendere provvedimenti ed il 10 mar- zo 1791 condannò con il breve Quod aliquantum la Costituzione civile del clero, approvata dall'Assemblea nazionale francese nel luglio del 1790. La situazione co- munque degenerò sia con i rivoluzionari, che i rappresentanti repubblicani francesi, tanto che, nel 1796 Napoleone invase l'Italia e tirò dritto contro lo Stato Pontificio, obbligando Papa Pio VI° all’armistizio di Bologna. Questo breve periodo di pace fu piuttosto costoso, infatti il Papa dovette cedere le città di Bologna, Ancona e Ferrara versando anche 21 milioni di scudi, consegnando altresì numerose opere d’arte. Suc- cessivamente, l'esercito pontificio fu sconfitto (10 febbraio 1797) e il 18 febbraio i francesi saccheggiavano il Santuario di Loreto. I l Pontefice fu perciò costretto a siglare il Trattato di Tolentino, anche questo costosissimo!

Il 27 dicembre 1797 la situazione precipitò quando, nel corso di un tumulto provocato da rivoluzionari italiani e francesi, fu ucciso il generale Léonard Duphot, dando il pretesto per l'occupazione di Roma. Il generale Berthier marciò sulla città che, occupatala, si impegnò al saccheggio, particolarmente dei tesori d’arte del Vaticano, secondo le consuetudini dell’e- sercito francese. Il 15 febbraio 1798, deposto il Pa- pa come principe temporale, che fu fatto prigionie- ro, Berthier proclamò la repubblica, e, il 20 febbraio fece scortare Pio VI° da uomini ar- mati dal Vaticano a Siena. Qui vi rimase tre mesi, poi fu trasferito “agli arresti domiciliari” al- la Certosa di Firenze (il Granducato era uno Stato neutrale), rimanendo segregato nel convento.

Abbiamo inserito questa parentesi sulla situazione dello Stato